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Storica azienda di cravatte sartoriali, guidata da Vincenzo Ulturale (direttore tecnico della sartoria), Massimo Massaccesi (presidente onorario) e Giancarlo Auriemma (amministratore delegato dell’azienda) con l’aiuto di Sergio Crispino e Ciro Esposito
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L' uomo del XXI secolo può fare a meno della cravatta almeno quanto del cavallo, eppure il fenomeno, piuttosto che mortificarla, finisce per esaltarne il ruolo di firma individuale. La si indossa per il gusto di dire qualcosa, non più per il dovere di compiacere qualcuno. La cravatta è morta? Viva la cravatta! Nel momento in cui da routine è diventata una dichiarazione, la sua scelta diventa necessariamente più attenta. Dal giogo del formalismo si entra nel gioco estetico, nel puro piacere di esprimersi. Chi lo fa attraverso il più inutile e ormai meno scontato degli oggetti maschili, spesso lo conosce al punto che non solo evita con facilità l'abisso tra bello e brutto, ma sa leggere nelle sfumature tra giusto e sbagliato. Materiali, colori, fogge, tipologia di costruzione, riferimenti a personaggi e periodi, forma del nodo, molti sono i parametri che contribuiscono al risultato finale. Ad un pubblico che domina con sicurezza questo linguaggio, Ulturale Cravatte non offre uno standard, ma un vero dizionario estetico e qualche neologismo. Piuttosto che proporre una linea unica, questa giovane azienda utilizza la sapienza artigianale di un maestro come Vincenzo Ulturale per consentire un sofisticato aggancio ad archetipi stilistici differenti secondo il momento, lo stato d'animo e il modo in cui si decide di presentarsi a se stessi ed agli altri. Le tecniche tradizionali ed i materiali selezionatissimi rappresentano la garanzia di una qualità indiscutibile, ma sono la fantasia e la conoscenza a determinare la vera differenza di un prodotto destinato a quanti, del classico, conoscano quelle regioni in cui esso è divertimento ed interpretazione. ![]() |
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